COME SI USA IL MAZZO
Principi guida per leggere il Jungulus Amator
Il mazzo Jungulus Amator è uno strumento oracolare. Non è nato per predire il futuro, ma per dialogare con la tua consapevolezza profonda. Ogni carta che estrai ti sta rispondendo in quel preciso momento, in relazione alla domanda che hai posto o alla situazione che stai vivendo.
Le carte non esprimono verità assolute, né giudizi eterni. Sono specchi mobili che riflettono la tua interiorità nel qui e ora. La stessa carta, estratta in momenti diversi, può parlarti in modi differenti, perché il tuo paesaggio interiore cambia, e con esso cambia anche il messaggio.
Per usare il mazzo nel modo più autentico:
Mescola le carte mentre formuli una domanda chiara.
Non serve mescolare a lungo: ciò che conta è il gesto consapevole di scegliere, anche quando si sceglie al buio. Dividere il mazzo in due metà e mescolarle separatamente può rendere l’operazione più comoda.
Di ad alta voce la tua domanda prima di estrarre tre carte.
Parlare ad alta voce aiuta a riordinare il pensiero. Spesso crediamo di avere il concetto giusto nella testa per poi accorgerci, quando lo esponiamo di fronte a qualcun altro, che non era poi così chiaro.
Ricorda: Le carte rispondono meglio quando il tuo intento è sincero e preciso. Anche una semplice domanda come “Cosa ho bisogno di vedere oggi?” é sufficiente, se parte dal cuore. Sappi che ogni carta è una risposta temporanea. La carte che hai pescato ti parlano di questo momento, quello in cui pensiero voce e gesto si allineano e che rende ogni tirata unica e irripetibile.
Estrai le carte e leggile nella sequenza con cui le hai estratte. Se tre non chiariscono la risposta aggiungine altre tre.
Le spiegazioni di questo manuale non vogliono chiudere il senso, ma aprire porte. Ogni simbolo vive anche dentro di te: lascia che sia la tua intuizione a completare ciò che leggi.
COME INTERPRETARE LE CARTE
PASSO UNO
Prima di tutto, guarda l’immagine. Poi, lascia che il suo nome arrivi a te. Tutto comincia da lì. L’immagine è il vero portale verso il subconscio: agisce silenziosa, prima ancora che le parole possano definire un senso. Il nome dell’immagine invece è la sua quint’essenza, la formula magica che evoca in noi pensieri e concetti che, nel corso della vita, abbiamo imparato a legare ad una certa figura.
In questa prima combinazione si può già celare il seme della risposta.
Prendiamo, per esempio, la carta della Madre. Prima di tutto significa madre. E questo, da solo, è un portale aperto sul tuo mondo: su tua madre, sul tuo essere madre (se lo sei), sul tuo rapporto con la maternità e sulle emozioni, le parole e i ricordi che questo archetipo risveglia.
Inizia a cercare la tua risposta in questo calderone emotivo che il nome “Madre” suscita dentro di te. Lascia che l’immagine e la parola ti guidino, prima ancora che tu possa formulare un pensiero razionale.
PASSO DUE
Successivamente, osserva le quattro parole poste ai lati della carta: due parole Luce, a sinistra, e due parole Ombra, a destra. Queste parole svelano sottosignificati dell’archetipo, sfumature della Madre che forse non avevi considerato. Ogni parola è un’entità a sé stante, che vive di una forza propria; non va letta come un semplice accessorio della parola “Madre”, ma come un faro che può condurti alla risposta che cerchi. Lascia che sia il tuo istinto a indicarti quale di queste parole ti colpisce più profondamente.
Nel caso della carta della Madre, le quattro parole sono: NASCITA – PROTEZIONE – RIFIUTO – DOLORE.
Forse non avresti pensato a queste associazioni. Il pensiero della madre può richiamare tenerezza, affetto, cura. Ma il dolore è insito nella nascita, che è il dono e la prerogativa della madre. Il rifiuto è il rovescio della medaglia della protezione, il bivio crudele che appartiene alla maternità: accettare o non accettare la vita? Prendersi cura dei figli o lasciarli andare? Accettarli così come sono o tentare di cambiarli?
Milioni di donne, nel corso dei secoli, si sono trovate sospese su questi stessi fili di tensione, e hanno caricato l’archetipo della Madre di questi significati impliciti. Per questo, il mazzo ti propone queste quattro parole: come suggerimenti, come chiavi da interpretare alla luce della tua domanda, per aprire porte che forse il pensiero conscio non ha ancora sfiorato.
PASSO TRE
Ultimo passo, se il dubbio persiste, è approfondire ulteriormente l’immagine attraverso domande specifiche, strumenti che possono guidarti nei tuoi ragionamenti. Non è un passaggio obbligatorio, ma spesso rivela chiavi nascoste che il solo sguardo non basta a far emergere.
Per questa fase, il mazzo da solo non è più sufficiente: occorre ricorrere alla guida online o al libro. Contenuti identici, due forme diverse: potrete scegliere se leggere sullo schermo o tra le pagine stampate. La guida online è gratuita; il libro è un compagno prezioso, ma a pagamento.
Facciamo un esempio pratico.
Immagina di porre al mazzo questa domanda:
“Come andrà l’intervista di lavoro di domani?”
Prima di interpretare la carta, è utile fermarsi un momento su un punto importante. Molte persone si avvicinano agli oracoli con l’idea che possano prevedere il futuro. È comprensibile, ma è anche un terreno delicato. La vera visione del futuro richiede condizioni particolari: una sensibilità profonda, una predisposizione naturale, stati di coscienza che non si imparano leggendo un manuale.
Il futuro, in realtà, non è qualcosa di fisso da svelare. È un campo in continuo movimento, che cambia in base alle tue scelte, al tuo stato interiore, alla chiarezza o alla confusione che porti con te in quel momento.
Un buon oracolo non dice cosa accadrà. Mostra piuttosto quali energie stai attivando ora e quali possibilità stai già nutrendo dentro di te. Per questo, anche quando poni una domanda concreta, la risposta arriva sotto forma di simbolo, parlando prima di tutto al tuo stato interiore.
Supponiamo che la carta estratta sia Il Bambino Divino.
Aspetti di Luce: PRINCIPIO – POTENZIALE
Aspetti di Ombra: INGENUITÀ – DEBOLEZZA
Come leggere questa risposta?
Ogni carta può essere letta seguendo due grandi direzioni. Può parlare di te, indicando un aspetto interiore attivo in quel momento, oppure può parlare del mondo intorno a te, segnalando una dinamica presente nell’ambiente, nelle relazioni o nella situazione che stai vivendo.
Ciascuna di queste direzioni può manifestarsi in due modalità diverse. C’è l’aspetto di luce, quando l’archetipo si esprime in modo armonico, fertile o potenziante, e c’è l’aspetto di ombra, quando invece emerge in forma disturbata, ferita o limitante.
Ogni carta può quindi offrire fino a quattro possibili chiavi di lettura: può parlare di te in luce, di te in ombra, del mondo in luce o del mondo in ombra.
Sarà la tua intuizione a guidarti verso la lettura più adatta al momento. Non è necessario scegliere con rigidità: a volte una sola prospettiva è sufficiente, altre volte sentirai il bisogno di esplorarle tutte. Le domande che accompagnano ogni sezione della guida servono proprio a questo: non a fornire risposte preconfezionate, ma ad aiutarti a entrare in contatto diretto con il simbolo, affinché sia la tua risposta a emergere.
Se ti risuona l’aspetto di Luce e scegli PRINCIPIO, la carta suggerisce che sei all’inizio di qualcosa. L’intervista può rappresentare l’avvio di un nuovo ciclo, ancora fragile, ma reale. Non è essenziale sapere subito come andrà. Qualcosa è già nato, e la nascita è sempre un passaggio delicato e significativo.
Se, sempre nella Luce, senti più vicino POTENZIALE, Il Bambino Divino ti invita a riconoscere una forza che forse non è ancora visibile. C’è in te una possibilità non del tutto espressa, qualcosa che chiede tempo per prendere forma. L’intervista può essere uno spazio in cui questo potenziale comincia ad affacciarsi al mondo.
Se invece ti colpisce l’aspetto di Ombra e scegli INGENUITÀ, la carta può indicare una vulnerabilità. Forse stai affrontando l’incontro con troppa fiducia, o senza una visione chiara di ciò che desideri davvero. Potresti rischiare di mostrarti in modo incompleto, o di affidarti eccessivamente alle aspettative altrui.
Se, nell’Ombra, emerge DEBOLEZZA, la carta riflette una sensazione di fragilità interiore. Forse ti senti esposto, insicuro, o temi di non essere all’altezza. Non è un presagio negativo, ma un invito a proteggere ciò che è ancora tenero in te e a riconoscere dove serve più sostegno.
Questo è il modo in cui le carte di Jungulus Amator parlano: attraverso simboli vivi, che si adattano alla domanda e allo stato di chi le interroga, restituendo non una risposta definitiva, ma la libertà di scegliere quale direzione nutrire.
CONSIDERAZIONI FINALI
Non esiste una tecnica interpretativa unica o definitiva per leggere le carte di Jungulus Amator. Ogni lettrice e ogni lettore, soprattutto con il tempo e l’esperienza, sviluppa naturalmente un proprio stile. Nulla vieta di usare il mazzo con stese più articolate, composte da nove o più carte, così come funziona perfettamente anche in una lettura secca a una sola carta.
Per questo tipo di consultazione essenziale, però, sono più adatti mazzi semplici, segnaletici e diretti, come I Tarocchi degli Orishas.
Non spiegherò al lettore “come” leggere le carte, perché non credo che esista un vero “come”. Esistono tradizioni, convenzioni e pratiche consolidate, ma chi si avvicina a Jungulus Amator è bene che lo faccia con mente aperta e spirito di esplorazione.
Ricorda solo questo: nella lettura secca, ogni carta risponde a una domanda precisa, e non esistono interpretazioni giuste o sbagliate. Nelle letture più complesse, invece, le carte vanno intese come fotogrammi di una sequenza. Insieme costruiscono una narrazione che risponde in modo più articolato alla domanda posta, esplorando il presente e il passato del consultante e, con sensibilità e intuizione, aprendo anche possibili ipotesi per il futuro.
In questi casi, la lettura assume spesso la forma di un racconto interiore. Più che offrire una risposta netta, le carte collaborano per scandagliare in profondità la psiche, come una storia che si rivela poco alla volta, attraverso immagini successive.
Ecco, ora sei davvero pronta o pronto a cominciare. Davanti a te si apre il mazzo, e con esso uno spazio dove le immagini parlano prima delle parole, dove ogni carta è una porta e ogni porta un invito. Lascia che il tuo sguardo e il tuo cuore guidino il cammino: il viaggio sta per cominciare.
Settantadue volti,
una sola canzone
che canta il silenzio
di ogni emozione.
Chi entra nel gioco
si lascia cambiare.
Chi pesca una carta
si lascia guidare.